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Beauty, Travel

Green Week con Yves Rocher

Prima di raccontarvi della settimana passata insieme al team Yves Rocher, vorrei raccontarvi un po’ del brand, un brand che sicuramente conoscete perché mondiale, ma quando si scava o meglio quando è l’azienda stessa a raccontarsi la visione del brand cambia completamente, o almeno così è stato per me.

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La storia del brand Yves Rocher inizia nel lontano 1959, quando il signor Yves Rocher, nato e cresciuto a La Gacilly (Bretagna) produsse il suo primo prodotto beauty a basevegetale, precisamente una crema viso che rispettasse la pelle come ha rispettato lui la natura producendola. Inizia così a vendere le sue creme per corrispondenza usando la sua soffitta come base, la sua strategia per far conoscere il proprio prodotto fu quello di pubblicare sui quotidiani le recensioni delle sue clienti come pubblicità vera e propria, incuriosendo così dapprima La Gacilly e poi il resto del paese.

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Da quel momento il brand Yves Rocher è in continua crescita, sviluppando un modello di business unico nel suo genere, perché ha il controllo su tutto il ciclo produttivo, dalle piantagioni di piante e fiori alla raccolta, dalla manifattura alla distribuzione del prodotto nei migliaia di negozi sparsi per il mondo, dando la possibilità a più di 300 milioni di donne di poter scegliere tra 700 prodotti ad un prezzo sempre accessibile. Secondo Yves Rocher ogni donna ha il diritto di essere bella ed opera da sempre nel rispetto dell’ambiente restituendo alla Natura ciò che ci ha donato. Grazie ad una conoscenza profonda delle piante e dei fiori, i ricercatori YvesRocher sono in grado di trovare il potere dell’ingrediente attivo di ogni pianta garantendo la protezione dell’ambiente 🙂

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Penso e spero di essere stata esaustiva, ma se aveste domande o altre curiosità, io sono qua!
La settimana con il #GreenTeam inizia a Parigi con la visita di Cap Rocher, il nuovo quartier generale del Gruppo Rocher Paris, dalla presentazione del brand (dove abbiamo conosciuto la direttrice marketing) alla scoperta dei laboratori dove sviluppano i nuovi prodotti, dalle creme al make up, dall’hair caring alla profumeria, insomma tutto quello che troviamo nei negozi, passa prima da lì.
Durante la visita sono rimasta impressionata da quanto verde ci fosse a Cap Rocher, avete presente il bosco verticale a Milano? Ecco 10x più verde! Infatti la costruzione risponde a molteplici certificazione nel sostegno dell’ambiente. La visita è stata breve ma davvero intensa!
Dopo pranzo abbiamo preso un treno per La Gacilly, terra natale di Yves Rocher dove abbiamo soggiornato allEco Hotel Spa Yves Rocher, La grée des landes, una struttura davvero grandissima all’insegna dello slow life. Il relax è la parola d’ordine. Abbiamo sempre mangiato nel ristorante dell’hotel Les Jardins Sauvages dove gli ingredienti sono locali o addirittura raccolti dall’orto visibile dal ristorante, ogni giorno lo chef propone piatti nuovi.

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La Grés de Landes offre oltre alla spa anche servizi di yoga e pilates, io ne ho approfittato per fare un po’ di pilates 🙂
Durante il soggiorno siamo andate anche a visitare La Croix des Arches che sarebbero i giardini botanici di Yves Rocher che distano qualche km dall’hotel. Lì abbiamo potuto vedere effettivamente come lavorano con le piante, le serre dove vengono coltivate, la lavorazione delle piante stesse e come viene organizzato il magazzino.

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Il terzo giorno invece abbiamo visitato La Maison Yves Rocher, che ho scoperto essere un vero e proprio museo dove viene raccontata tutta la storia del brand, dalla nascita della prima crema Yves Rocher all‘evoluzione della stessa fino ai giorni nostri, se capitate a La Gacilly, vi consiglio di andarci assolutamente, dopo potreste sedervi al ristorante e degustare un buonissimo menù bio 😉
Dopo la tappa a La Gacilly siamo finalmente arrivate a Fez (Marocco), dove abbiamo soggiornato al Palais Amani, io non ci ero mai stata in Marocco quindi ho tenuto gli occhi e l’olfatto ben attenti per non perdermi nulla così da portarmi a casa il più possibile perché Fez è la città più vecchia delle quattro Città Imperiali, per i suoi monumenti, i suoi mercati e le sue moschee, è considerata uno dei centri più attraenti di tutto il mondo islamico.

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Le sue strade sono impregnate dal profumo delle spezie che si sentono ad ogni angolo e ne sono stata travolta quando ho visitato la Medina (che sarebbe la parte vecchia della città) insieme alla nostra guida locale perché è facile perdersi in quanto le strade sono molto intrecciate, le vie sono strette e tortuose che molte volte mi sono ritrovata schiacciata al muro per far passare gli asini caricati di ogni in modo sovrumano perché è l’unico mezzo di trasporto utilizzabile in queste strade.

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Le vie sono pieni ma pieni di negozi che espongono qualsiasi cosa, dai aggeggi made in china ai prodotti locali come le borse o scarpe in cuoio, gli oggetti in metallo o i tessuti di alta qualità. Ciò che più mi ha colpito è la differenza tra la povertà degli edifici/ strade e la ricchezza delle moschee e delle madrasa che invece sono finemente decorate, quando arrivi davanti a queste strutture ti sembra di entrare in un altro mondo!

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Un’altro mondo invece è quello di Souhad, primissima vincitrice del premio Terres de Femmes, un premio istituito da La Fondazione Yves Rocher che premia le donne straordinarie che operano per la tutela dell’ambiente, evidenziando il loro impegno affinché serva da esempio e apra nuove strade. Souhad Azennoud è una di quelle donne e abbiamo avuto la possibilità e l’onore di conoscerla nella sua fattoria a Taounate ( a due ore da Fez), dove ci ha mostrato come mette in pratica l’Agroecologia (sistema di agricoltura associato al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente). Souhad offre alle donne della sua regione una formazione in agroecologia, una pratica che si era quasi estinto ma lei ha lavorato sodo per il suo riutilizzo. Il suo desiderio è di consentire alle donne di sviluppare attività che portino loro un reddito ma sempre nel rispetto dell’ambiente.
Ho assaggiato il suo olio di oliva (olive che ho anche raccolto :D), il suo pane, la sua frutta e le sue verdure, mai mangiato niente di più buono e genuino. Abbiamo avuto la fortuna di arrivare da lei il venerdì, giorno sacro per la religione Islam come la domenica per noi, così a pranzo aveva fatto preparare il cous cous con le verdure e la carne, ragazzi il più buon cous cous della mia vita, dato sopratutto dal gustosità delle verdure.

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Ho imparato tanto da questo viaggio e ringrazio ancora Yves Rocher per avermi coinvolta! Spero di avervi coinvolta nel mio racconto ma per raccontarvi ancora meglio questa settimana oltre alle foto ho realizzato anche un vlog! Vi lascio intanto il link della prima parte!

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